Gli architetti, in occasione del 58° anniversario, alimentano la memoria del sisma che, nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968, ha colpito il Belice, provocando 296 morti e più di mille feriti

Foto PCM-DPC. Scattata dai Vigili del Fuoco dopo il sisma del 1968

La Mendola: “Il sisma del 1968 ha impresso una notevole evoluzione alla normativa antisismica, che oggi è in grado di limitare notevolmente i danni di un terremoto e di garantire una maggiore sicurezza ai cittadini”.

“Ricordare il passato per scongiurare disastri nel futuro! Citando questa frase, il Presidente dell’Ordine, con un comunicato lanciato questa mattina, ha sottolineato l’importanza di alimentare la memoria del terremoto che, nella notte tra il 14 e il 15 gennaio, ha colpito il Belice, provocando 296 morti, più di 1000 feriti e quasi 100.000 sfollati”.

“Tanti edifici, in occasione del sisma del 1968, continuava La Mendola, non sarebbero crollati se fossero stati costruiti nel rispetto delle attuali Norme Tecniche per le Costruzioni, che sono state varate e aggiornate nel tempo, tenendo conto dei danni prodotti alle costruzioni dai terremoti che hanno colpito il territorio nazionale negli ultimi decenni.  In tal senso, il sisma del Belice ha impresso una notevole evoluzione alla normativa antisismica ed ha determinato una classificazione che, per il territorio della Provincia di Agrigento, individua i Comuni di Menfi, Montevago e Santa Margherita Belice quali zone a più alta sismicità (1^ categoria)”.

Le Norme Tecniche oggi in vigore consentono quindi di programmare una gerarchia delle resistenze delle strutture che, in caso di sisma, determinano una sequenza preordinata di deformazioni (cerniere plastiche), le quali dissipano l’energia prodotta dal sisma, salvaguardando elementi fragili (come ad esempio i pilastri) ed impedendo quindi il crollo repentino della costruzione. Inoltre, le norme tecniche in vigore, introducendo il piano di manutenzione tra gli elaborati strutturali, alimentano la cultura del monitoraggio temporale delle condizioni di stabilità degli edifici”.

“Terremoti come quello del Belice, che hanno prodotto lutti e disastri, ha concluso il Presidente dell’Ordine, ci hanno dunque insegnato a progettare meglio le strutture, riducendo i rischi di crollo in caso di sisma e garantendo maggiori margini di sicurezza per i cittadini”.

 

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